La storia della Prevent Senior è figlia legittima della strutturale situazione di carenza sanitaria, che da sempre affligge il Brasile, nonostante la presenza del Sistema di Salute Universale (SUS), idea senz’altro grandiosa, ma la cui effettività in molte parti del Paese è ancora insufficiente. Le deficienze del sistema pubblico di salute sono state, almeno in teoria, supplite dai cosiddetti ‘piani di salute’ privati, costosi, non sempre funzionali alle esigenze dei clienti e difesi da potentissime lobbies, che all’interno del Congresso fanno da freno ad ogni serio tentativo di rafforzamento del SUS, condannando una buona fetta della popolazione brasiliana a non poter ricevere un’adeguata assistenza sanitaria. 

In un quadro così altamente problematico, la Prevent Senior ha astutamente trovato la propria nicchia dorata di mercato, direzionando l’offerta di assistenza sanitaria verso una delle fasce della popolazione più esposte alle carenze del sistema brasiliano: gli anziani. Il suo piano di salute è infatti specializzato nell’assistenza a queste persone, in tal modo essendosi trasformato, nel giro di pochi anni, in uno dei piani di salute privati più popolari in tutto il Brasile. Un’ascesa tanto rapida quanto, forse, effimera a giudicare dal corposo dossier consegnato da alcuni medici della Prevent Senior alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla pandemia in corso presso il Senato brasiliano.

Sentita nei giorni scorsi dal portale di notizie Metropoles, l’avvocato Bruna Morato, che difende i dodici medici ribellatisi ai torbidi protocolli della Prevent Senior, spiega l’articolata somministrazione di farmaci senza efficacia comprovata contro il Covid-19 somministrati a pazienti usati come inconsapevoli cavie. Se il paziente non si recuperava con l’uso del kit-Covid (idrossiclorochina, ivermectina, vitamine e prednisone) veniva sottoposto ad altri due “trattamenti”. La maggior parte di coloro che venivano usati come cavie, stando alle parole della Morato, era formato da pazienti in età avanzata, il cui organismo, già vittima del Covid-19, veniva esposto ad ulteriori attacchi, il più delle volte letali, rappresentati dal già citato kit-Covid e dagli altri farmaci imposti dalla Prevent Senior. 

Alla idrossiclorochina, seguivano il flutamide, lo etanercept e il metotrexato. Farmaci usati, rispettivamente, per stadi avanzati di cancro alla prostata e per l’artrite. L’impresa aveva battezzato tale protocollo criminale con il nome di ‘trattamento con nanoparticelle’. Laddove, miracolosamente, il paziente fosse rimasto vivo dopo tutti questi “trattamenti”, ecco che arrivava il carico da novanta: ozonioterapia rettale, uso di cellule tronco e qualsiasi altra diavoleria potesse essere sperimentata su pazienti inermi ormai ridotti a topi di laboratorio da parte della Prevent Senior. 

Pazienti come il medico no-vax Anthony Wong, la cui scioccante vicenda è stata dettagliatamente raccontata da Ana Clara Costa sulle colonne della rivista Piauí. Un corpo, quello del dott. Wong, e dei corpi, quelli dei pazienti, martoriati nel delirante tentativo di trovare una qualche conferma a teorie pseudoscientifiche che niente hanno a che vedere con la medicina, richiamando alla memoria altre diaboliche sperimentazioni su corpi umani inermi e fisicamente provati. Tali protocolli, conclude Morato nell’intervista al portale Metropoles, sarebbero stati imposti dalla Prevent Senior al proprio personale medico a partire dal 25 marzo del 2020, ossia dai primi momenti della pandemia, venendo, però, mantenuti attivi anche dopo la dichiarazione della OMS riferita all’inefficacia dei succitati farmaci nel trattamento del Covid-19. 

Mercoledì 22 settembre la Commissione Parlamentare di Inchiesta ha raccolto la deposizione del direttore della Prevent Senior, Pedro Benedito Batista Júnior, la cui reticenza nel rispondere alle domande dei senatori ha trasformato da testimone a investigato. Le accuse piovute sulla Prevent Senior nel corso della pandemia, stando ai materiali ricevuti dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta come alla gran parte dei reportage pubblicati, possono riassumersi nella più concreta possibilità di avere usato i propri pazienti come cavie inconsapevoli, in accordo con il cosiddetto gabinetto parallelo installato al Ministero della Salute, e consistente nella somministrazione di farmaci e metodologie di cura senza alcun fondamento scientifico a pazienti affetti da Covid-19. 

Da parte sua la Prevent Senior ha presentato una denuncia alla Procura Generale della Repubblica, sostenendo che i medici avrebbero sottratto di forma illegali i prontuari dei pazienti citati nel dossier, anche manipolandoli al fine di incolpare la stessa Prevent. Una storia piuttosto oscura, che in ogni caso testimonia di un ambiente di lavoro, all’interno delle cliniche dell’impresa, che certamente non può definirsi idilliaco. Anche per questo nei giorni scorsi è stata formata una task-force all’interno del Ministero Pubblico di San Paolo con l’obiettivo di acclarare le pesanti accuse mosse nei confronti di uno dei più popolari piani di salute brasiliani e quelle mosse da quest’ultimo ai medici che fino a poco tempo fa hanno lavorato nelle proprie strutture. Le accuse mosse dall’impresa ai suoi medici somigliano al classico espediente in voga da un po’ di tempo in Brasile, consistente nella riduzione di ogni contesto penalmente rilevante in una guerra tra narrative contrapposte. Una prassi, peraltro, andata consolidandosi in questa lunga notte bolsonarista che stiamo vivendo. 

Tra studi sulla clorochina e l’assidua frequentazione dei medici ciarlatani formanti il gabinetto parallelo, entità insediatasi al Ministero della Salute che intendeva superare la pandemia tramite cure fantasiose e immunità di gregge, la Prevent Senior somiglia più ad un ridotto bolsonarista di mengeliana memoria che non ad una rete di cliniche private specializzate nella cura di pazienti anziani. Nel corso dell’anno passato l’impresa pubblicò un discutibile “studio” che difendeva l’uso della clorochina, associato a quello della azitromicina, sostenendo che questi farmaci avevano un’alta efficacia nel trattamento contro il Covid-19. Tale studio si rivelò talmente carente e scientificamente disonesto da essere respinto e cancellato dalla Commissione Nazionale di Etica Scientifica (Comissão Nacional de Ética em Pesquisa). 

La Prevent Senior, che all’epoca non presentò alcun ricorso contro la decisione della CONEP, oggi si difende sostenendo l’improbabile tesi che non si trattava di uno studio scientifico (in questo caso perché presentarlo ad un organismo il cui nome è Commissione Nazionale di Etica Scientifica?), ma assai più modestamente di un “accompagnamento basato sull’osservazione dei pazienti”. Una formula del tutto retorica, ulteriormente indebolita dal dossier presentato alla Commissione Parlamentare di Inchiesta da parte di ex-medici dell’impresa, i quali hanno dichiarato che la Prevent nel corso di questa “osservazione” occultò la morte di sette pazienti. L’impresa, da parte sua, ripete l’usurato mantra dell’invasione e manipolazione dei dati del sistema informatico da parte dei medici (come se fosse semplice per un non addetto ai lavori fare una cosa del genere!), arricchito dall’immancabile sfasatura temporale secondo cui le morti sarebbero avvenute in un periodo posteriore a quello della realizzazione della pseudoricerca testé menzionata. 

Rampicate sugli specchi per nascondere un gabinetto degno di Mengele? Assai probabile. Ma andiamo avanti. Kit-Covid: distribuito in massiccia nei primi mesi della pandemia, tale kit appare oggi tra i maggiori responsabili dell’alto numero di morti registratosi in Brasile a causa del coronavirus. Contrariamente a quanto fatto da altri medici e cliniche in tutto il Paese, la Prevent Senior, anche in seguito alle dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità con riferimento all’inefficacia di certi farmaci, ha lasciato che i suoi medici nono solo continuassero a prescrivere clorochina e kit-Covid a qualsiasi persona si presentasse in una delle sue strutture con sintomi di Covid-19, ma addirittura l’impresa avrebbe inviato il kit-Covid direttamente nelle case dei propri clienti senza che questi ne facessero richiesta. Era il cosiddetto ‘trattamento precoce’, altra delirante tesi pseudoscientifica, che ha contribuito in misura massiccia all’alto numero di morti per Covid-19 in Brasile.  

Come riportato dalla rivista Veja, il direttore della Prevent Senior, Pedro Benedito Batista Júnior, nel corso di una intervista risalente al mese di agosto del 2020 dichiarò: “Tra il giorno zero e il terzo giorno di contaminazione, la clorochina evita il ricovero in ospedale nel 95% dei casi”. Clinica medica o gabinetto di Josef Mengele? La domanda comincia a suonare retorica… Nel corso della sua deposizione presso la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla pandemia il direttore della Prevent Senior ha proposto una curiosa interpretazione del concetto di autonomia medica, consistente nella tesi secondo la quale i medici operanti nelle strutture della sua impresa avevano e hanno totale autonomia nel prescrivere qualsiasi farmaco ritengano necessario a seconda della patologia presentata dal paziente. 

Batista Júnior nel difendere questa posizione non sembra cogliere l’ambiguità filologica da sempre connessa al termine farmaco, traducibile, in ossequio all’origine greca della parola, anche come veleno, che è quello che i suoi medici hanno somministrato ai propri pazienti, prescrivendo il kit-Covid. Come già menzionato poco sopra, questo espediente usato dal direttore della Prevent Senior appare come l’ennesimo tentativo di un’impresa nell’occhio del ciclone di ridimensionare la propria precaria situazione penale, riducendo ogni accusa ad una banale controversia tra narrative contrapposte e in quanto tali legittime. In tal modo, indirettamente, legittimando ogni possibile condotta criminale attuata nelle proprie strutture mediche. Volendo seguire il filo rosso dell’autonomia medica fatto valere dal direttore della Prevent Senior, si può obiettare che tale autonomia non esenta il medico dalla possibilità di rispondere, in sede giudiziaria, delle proprie scelte errate, a maggior ragione, come è questo il caso, se simili opzioni mediche fossero già state riconosciute come errate, per non dire fraudolente, da parte della stessa comunità scientifica, OMS in testa. 

Tutto questo al netto delle pesanti parole pronunciate nella giornata di martedì 28 settembre, nel corso della sua deposizione presso la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla pandemia, dall’avvocato Bruna Morato, la quale ha categoricamente escluso che i medici della Prevent Senior, suoi clienti, beneficiassero di alcuna autonomia sanitaria. Al contrario, l’avvocato Morato ha sostenuto che i medici della rete Prevent Senior dovevano tassativamente assegnare ai pazienti il kit-Covid. Spesso, “in camera caritatis”, i medici consigliavano ai pazienti di assumere soltanto vitamine e proteine, aggiungendo che gli altri farmaci, presenti nel kit-Covid, avrebbero potuto creare seri danni alla loro salute. Più grave ancora è il fatto, come già scritto poco sopra e testimoniato formalmente e informalmente da clienti Prevent o da loro familiari, che questo kit-Covid sarebbe arrivato a casa dai titolari del piano di salute senza nemmeno conoscere le condizioni sanitarie dei singoli destinatari. 

Obiettivo della Prevent Senior era quello di diminuire il numero dei ricoveri all’interno delle proprie strutture ospedaliere, mediante l’automedicazione con il famigerato kit-Covid. Una rete criminale, il cui radicamento sarà appurato dal Ministero Pubblico di San Paolo e dalla task-force da questo creata, ma che sembra condurre dritti al cosiddetto gabinetto parallelo installatosi al Ministero della Salute per volontà del Presidente Bolsonaro. Il legame tra gabinetto parallelo e Prevent Senior sarebbero stati i medici bolsonaristi e negazionisti Nise Yamaguchi e Paolo Zanotto. La prima, secondo varie testimonianze, era una sorta di eminenza grigia all’interno delle cliniche della Prevent Senior, somministrando o facendo somministrare i propri “trattamenti” ai pazienti. Il secondo, in più di una occasione, come ben mostra questo video disponibile su YouTube, avrebbe orientato, sotto il profilo sanitario, il direttore della Prevent Senior Batista Júnior. Il cosiddetto gabinetto parallelo, infine, secondo l’avvocato Morato, avrebbe garantito che la Prevent Senior in alcun momento sarebbe stata investigata. 

A conferma del fatto che le cliniche della Prevent Senior fungevano come una sorta di ridotto del negazionismo medico in salsa brasiliana, vi è un corposo reportage pubblicato dall’edizione brasiliana di El País, dove si legge che, oltre ai medici Yamaguchi e Zanotto, nelle strutture dell’impresa operava anche la dottoressa Maria Emília Gadelha Serra, inquietante personaggio a capo della Società Brasiliana di Ozonioterapia medica (SOBOM), la quale all’interno della Prevent Senior avrebbe trattato con ozonioterapia tanto il medico negazionista Anthony Wong come Regina Hang, madre dell’imprenditore bolsonarista Luciano Hang. 

Tanto il dott. Wong come Regina Hang sono deceduti a seguito del Covid-19, ma la vera causa della morte è stata sostituita secondo lo schema fraudolento messo in atto dalla Prevent Senior al fine di abbassare il numero di decessi causati dal virus. Gadelha Serra non è soltanto un’adepta della ozonioterapia ma è anche legata a doppio filo all’Associazione Brasiliana di Vittime dei Vaccini (Abravac), entità no-vax che diffonde bufale a mezzo internet con riferimento all’uso dei vaccini. 

Come già accennato, un’altra pesante accusa che pesa sulla Prevent Senior è quella di avere occultato le morti provocate dal Covid-19 al fine di presentare statistiche migliori per quanto concerne il numero di pazienti guariti. Una truffa pianificata, ancora una volta, in sintonia con il gabinetto parallelo, connesso direttamente col Presidente della Repubblica Jair Bolsonaro, il quale, in almeno un’occasione si appoggiò sui dati diffusi dalla Prevent per rafforzare le sue convinzioni a favore dell’uso della clorochina. Un’autentica armata delle tenebre, quella attiva tra Presidenza della Repubblica, Ministero della Salute e strutture ospedaliere della Prevent Senior. 

Mentre la pandemia cominciava il suo sterminio ai danni della popolazione brasiliana, i principali centri decisionali, sotto il profilo medico, del Brasile si popolavano di medici negazionisti e cliniche che alteravano i dati, usando i propri pazienti come cavie inconsapevoli per testare trattamenti disumani degni del gabinetto di Josef Mengele. L’accusa di avere alterato i dati relativi alle morti per Covid-19 nelle proprie strutture ospedaliere non è stata del tutto negata dal direttore della Prevent Senior, Batista Júnior. 

Nel corso della sua deposizione davanti alla Commissione Parlamentare di Inchiesta, il funzionario della Prevent Senior, messo davanti ad un suo messaggio, ha dovuto ammettere che l’impresa orientava i propri medici ad alterare il codice relativo alle cause della morte di un determinato paziente. In pazienti affetti o con sintomi di Covid-19 non si indicava quest’ultimo coma causa della morte, bensì i suoi effetti, ossia quelle patologie, che, a causa del SARS-CoV-2, avevano provocato la morte del paziente. Il codice, secondo quanto riportato da El País Brasil, doveva essere alterato, indicando un’altra patologia, dopo 14 giorni di ricovero o 21 di terapia intensiva. 

L’immarcescibile Batista Júnior si è difeso, sostenendo la stravagante tesi secondo la quale il codice dei pazienti poteva essere alterato, perché questi avevano già passato il periodo nel quale il SARS-CoV-2 resiste all’interno dell’organismo umano. Una spiegazione che non si sa se definire più imbecille o più disonesta. In altre parole, per il direttore della Prevent Senior non esiste il concetto di causa-effetto. Il Covid-19 come causa, per esempio, di una pneumonia, che aveva condotto alla morte del paziente, non significava che la causa della morte fosse stata provocata dal virus.  La si potrebbe definire una pneumonia come effetto incausato di se stessa. 

Il macabro stratagemma messo in atto dai vertici della Prevent Senior aveva un alto rendimento in termini statistici, facendo abbassare in misura cospicua il numero di morti a causa del Covid-19 e contemporaneamente fungere da indiretta conferma dell’efficacia dei trattamenti medici “alternativi” messi in pratica nelle cliniche dell’impresa. Una diabolica macchina della morte mascherata da “successo medico”. 

Quali che siano le singole responsabilità penali di ciascuno dei coinvolti in questa orribile storia mengeliana, l’impressione che se ne trae è che nel periodo più drammatico della pandemia esisteva una triangolazione criminale tra la Prevent Senior, il cosiddetto gabinetto parallelo all’interno del Ministero della Salute e la Presidenza della Repubblica, direttamente nella persona del Presidente Jair M. Bolsonaro, aventi tutti il medesimo obiettivo: evitare ogni lockdown, diffondendo la bufala del trattamento precoce, quindi dell’efficacia del kit-Covid, e dell’immunità di gregge, in tal modo contribuendo alla diffusione del SARS-CoV-2. Migliaia di persone si sono affidate a queste false ancore di salvezza, venendo condannati a una morte orribile causata dai protocolli della Prevent Senior, che usavano i propri pazienti come cavie inconsapevoli, dai farmaci del kit-Covid, sempre della Prevent Senior, recapitato a casa dei pazienti nemmeno fosse una pizza o dal virus, che veniva fatto passare come un qualcosa da cui si guariva con facilità, appena ingurgitando clorochina, ivermectina ed altri farmaci senza alcun effetto contro il Covid-19.

L’immagine riportata qui sopra, risalente al mese di aprile del 2020, illustra bene la connessione che esisteva tra la galassia bolsonarista (in questo caso la deputata Carla Zambelli e il sito conservatore Brasil sem medo) e la Prevent Senior. Sembra un film dell’orrore: una delle peggiori pandemie della storia è stata gestita con telemedicina e una applicazione sul cellulare, senza che i pazienti ricevessero alcuna assistenza medica di tipo presenziale, né avessero diritto ad essere ricoverati in ospedale, qualora ne avessero avuto bisogno. La panacea era la idrossiclorochina, poi potenziata con il kit-Covid, che, secondo la Prevent Senior, evitava il ricovero in ospedale. Come ha dichiarato l’avvocato Bruna Morato davanti alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla pandemia: “Questi pazienti (della Prevent Senior), secondo le informazioni fornite dai medici, morivano in terapia intensiva, ciò che rappresentava la liberazione di un letto. L’espressione utilizzata, secondo quanto dichiarato dai medici era: la morte (del paziente) vale come dimissione (dello stesso) dall’ospedale“.

Tutto si tiene in questa allucinante storia del Covid-19 in Brasile:

  • trattamenti senza efficacia comprovata contro il Covid-19 per impedire qualsiasi interruzione delle attività lavorative e ricreative (puoi ammalarti tanto c’è la clorochina che ti salva);
  • vaccini non comprati al fine di non “disturbare” gli schemi di corruzione posti in essere tra Ministero della Salute e Presidenza della Repubblica;
  • pazienti usati come cavie inconsapevoli e dati sui decessi fraudati per rafforzare la falsa narrativa a favore dei vari trattamenti pseudoscientifici impiegati nelle strutture della Prevent Senior (e speriamo solo lì).

C’è solo da sperare che questo sterminio del popolo brasiliano, incentivato da quelle stesse autorità istituzionali e sanitarie che avrebbero dovuto difenderlo, non passi impunito. Se i tribunali brasiliani non hanno la forza giuridica necessaria per fare giustizia, che questa venga fatta dalla Corte Penale Internazionale.