La situazione del Brasile, Paese dal quale invio questa rassegna stampa, continua a peggiorare a grande velocità, oramai sommandosi crisi istituzionale, innescata e alimentata dal Presidente Bolsonaro, e crisi economica, innescata e alimentata principalmente da Bolsonaro e dal Ministro dell’Economia Paulo Guedes. Il 7 settembre, data nella quale si celebrerà l’indipendenza del Brasile, costituirà un primo spartiacque con riferimento alla possibilità, o meno, di un golpe paramilitare guidato dallo stesso Bolsonaro. Le letture a questo proposito stanno esplodendo sulle reti sociali, ma la vicenda continua ad apparire nebulosa e non destinata a rischiararsi nel breve periodo, soprattutto per le diffuse ambiguità e complicità che legano esponenti di forze armate e corpi di polizia alla famiglia Bolsonaro. Ciò che è certo è che ogni tentativo di uscita dell’attuale governo brasiliano e dei suoi sostenitori dal perimetro costituzionale, non potrà che peggiorare l’attuale già grave situazione economica e sociale del gigante sudamericano. Un gigante, i cui piedi, oggi più che mai, sembrano essere di argilla. Le elezioni sono lontane, per l’impeachment manca l’appoggio al Congresso e i tempi sono stretti, mentre crisi istituzionale ed economica, cui va aggiunta una pandemia infinita, sembrano funzionare a pieno vapore. Il golpe non è il punto di partenza della attuale postura politica mantenuta da Bolsonaro, bensì il possibile punto di arrivo, dopo avere gettato il Paese nel caos. Quest’ultimo, sì, il vero obiettivo dell’attuale Presidente del Brasile.

La Rassegna Stampa LatinoAmericanda